venerdì 23 maggio 2008

Catena!

Diè mi ha passato una catena.
Quella di oggi consiste nel mostrare la propria postazione di lavoro.
Ecco la mia:

Dunque, partendo da destra:
Fazzoletto per pulire il pennello dalla china, pacchetto di caramelle gommose, la pistola che copio nelle tavole,righello, stampe di prova di alcune tavole con sopra dvd noir (La fiamma del peccato e Il terzo uomo), tavoletta grafica, occhiali, china e contenitore per l'acqua, tre matite, un pennello e tavole in lavorazione.
Poi siccome di spazio ne ho poco, mi espando occupando anche il letto di mia sorella con l'astuccio magico che sembra il contenitore degli attrezzi dell'allegro chirurgo, una pila di libri (tra cui "La sorellina", e "Il lungo addio"), due fumetti, e la mia borsa.

Passo il testimone a:
Emo
La Robb
Tia
Sabrina
Epoibastaperchèlavetegiagirataatutti.

venerdì 16 maggio 2008

Personaggi

lunedì 12 maggio 2008

Fine!

Beh, visto che ne ho parlato tanto...
Eccoci qui.

venerdì 9 maggio 2008

Ultimo giorno




Questo è il personaggio protagonista di una delle storie scritte della mia classe.
Li ha fatti Teo, un ragazzo del gruppo che è ufficialmente diventato il mio pupillo.

giovedì 8 maggio 2008

Catena!

Ok, ok lo faccio!
Mi hanno incastrato il Dave e Werner

E adesso iniziamo a seguire le indicazioni.

1-indicare il Blog che vi ha nominato e linkarlo
2-inserire le regole di svolgimento
3-scrivere sei cose che vi piace fare
4-nominare altre sei persone che proseguano la catena
5-lasciare un commento sul blog dei sei bloggers prescelti

Eccole qui:
1: banalmente disegnare.
2: creare con dei miei amici degli spazi in cui senza preavviso o un particolare motivo, ci troviamo tutti a tenere conversazioni colte su filosofia, storia, arte.
3: ascoltare qualcuno che credo abbia qualcosa da insegnarmi.
4: cucinare dolci.
5: annotarmi su una moleskine delle frasi prese da discorsi, libri, film.
6: ultimamente guardare i film di Bogart

Nomino:
Joel, Kapakkione, Alex, Anna, Robb, Gloria.

lunedì 5 maggio 2008

Primo giorno


Ho in classe due emo.
Ma partiamo dall'inizio che è statto attorno alle 6,20.
Speravo che almeno a quell'ora la metro fosse più vivibile, in realtà ho scoperto che è un'illusione con cui mi hanno fatto convivere tutti quelli che prendono la metro con me alle otto del mattino.
Ma non è importante.
La mia classe ha un pò meno di trenta persone, ma a contrario di quanto pensassi, ci sono diversi maschietti.
Due di questi sono i "gemellini emo" di cui ho parlato qualche riga fa.
Sono simpatici e creativi.
Non hanno neanche mai provato a suicidarsi.
Giuro!

Farsi prendere in simpatia è stato facile, è bastato iniziare con un: "Ma la vostra insegnante è psicopatica!"
Pazzi a parte, credo sia andata bene perchè li trattavo come persone normali.
Alla pari e non da animali da branco.
Seza ripetere le cose trecento volte con quel tono forzatamente smielato per coprire un'insofferenza di fondo.
Avevo dimenticato quanto il genere "professori da liceo" fosse incredibilmente irritante.
Credevo che le mie convinzioni al riguardo fossero il frutto di sei anni tragici di liceo.
Invece ho visto che cambiando posto e persone, la realtà resta più o meno la stessa.
Cambiano le facce, ma le parole e gli atteggiamenti no.
Come si fa a lamentarsi se un ragazzino porta un cappellino in classe?
Mi è venuto da ridere quando ho sentito la preside chiamarli "cafoni", dopo essere entrata urlando mentre io stavo parlando, interrompendomi nel bel mezzo di un discorso per un cappellino che è tornato sulla testa del ragazzo un secondo dopo l'uscita della preside (con permesso e consiglio dalla sottoscritta.)
Il modo che avevano le professoresse di parlare ai ragazzi era molto più simile a quello che hanno le maestre all'asilo, che a quello dei miei insegnanti.
Solo che a distanziare una classe d'asilo a loro ci sono quattordici anni, a distanziare me e loro solo cinque.
Ho detto un sacco di parolacce.

Tornando, mentre ero in metropolitana ho incontrato una ragazza sui trent'anni coi capelli ricci e la pelle scura.
Odorava di birra e tabacco, e si è messa a chiaccherare con me e la Robb del suo amore per Pazienza e Johnny Deep.
Aveva visto paura e delirio a Las vegas, ma non ricordava più il titolo.
Ci ha chiesto di impegnarci a diffondere la "giusta visione" del nostro mondo, cercando di indirizzare i ragazzi a cui stiamo parlando, verso autori che gli possano davvero dire qualcosa di importante.
Senza una ragione precisa, sono scesa dalla metro pensando di aver fatto qualcosa di buono oggi.

domenica 4 maggio 2008

Como!

é un periodo pieno, pieno, pieno!
Da domani sarò a Como per una settimana, a tenere dei corsi di fumetto in una quarta liceo.
Sarà interessante essere "dall'altra parte", e sono curiosa di vedere se, e come riuscirò a tenere l'attenzione di trenta persone per sette ore ogni giorno.
Gli occhiali da vecchia maestra li ho presi, la bacchetta la metto in borsa domani mattina!