lunedì 27 agosto 2007

Compagni notturni.

Io il mio ragazzo e il mio migliore amico conviviamo da un pò di anni ormai.
Poi una mattina, una mattina qualsiasi, stiamo per uscire per andare ognuno a fare quello che deve, ma il mondo lo troviamo cambiato.
Le case hanno i muri consumati, il cielo è grigio (più del solito), non ci sono macchine, e in diversi punti l'asfalto è spaccato da crepe lunghe e profonde.
Silenzio.
C'è un silenzio decisamente anormale per essere nel centro di una città.
Facendo qualche passo per strada vedo degli uomini camminare ciondolanti verso di noi.
Sono tanti, e lenti.
Hanno gli occhi cerchiati di nero e li tengono perennemente spalancati, fissandoti con quell'insistenza ignorante, e del tutto priva di ogni volontà.
So che non possiamo rimandere dove siamo, quindi correndo per strada, alla fine decidiamo di entrare in una vecchia casa decrepita.
Sembra una di quelle case da telefilm americano: mattoni rossi, e con la scala antincendio all'esterno.
Io e gli altri due (forse c'era anche quancun altro, ma non ricordo bene) saliamo all'ultimo piano di questo edificio, e li troviamo una donna di colore, con in braccio un bambino di circa cinque anni.
Lei ci spiega che è li da un pò, anche se la casa sta cadendo a pezzi, che quegli esseri mangiano la gente, ma che nelle case non possono entrare.
La contraddico immediatamente dicendole che li ho visti in più edifici, ma lei non mi ascolta, e continua a ripetere la stessa cosa.
Le dico che dobbiamo andare via da li perchè la casa rischia di caderci addosso, e lei prende in braccio il suo bambino, e insieme cominciamo a scendere nuovamente le stesse scale percorse poco tempo prima.
Uscendo dall'edificio mi accorgo che gli esseri dagli occhi cerchiati di nero sbucano da sotto terra.
Si materializzano come non avessero corpo, emergendo dall'asfalto, e diventando solidi solo una volta arrivati in superficie.
Corriamo verso la casa davanti a quella dov'eravamo, e in quel breve percorso io rimango l'ultima della fila.
Una volta arrivata all'ingresso, mi accorgo che dietro di me non sento i passi della donna di colore, nè quelli del suo bambino, così mi volto a guardare, e li vedo correre nella direzione opposta, a tornare verso la casa da cui eravamo appena usciti.
Le grido di tornare indietro, e di farlo in fretta, ma lei mi dice di aver visto suo marito, e di volerlo tornare a prendere.
Così, decisa a tornare da lei, metto un piede sulla soglia, in parte appoggiandolo allo zerbino d'ingresso della casa.
In quel momento l'asfalto a un metro di distanza da me, di colpo diventa trasparente, in uno spazio circolare, non più largo di tre, quattro passi.
Vedo oltre quello spazio, e trovo sotto il cemento diventato trasparente, uno di quegli esseri.
Immobile, con le braccia lungo i fianchi, e il viso alzato a guardarmi fissamente, senza il minimo accenno d'espressione sul viso.
Sembra una donna.
Tolgo immediatamente il piede indietreggiando, e l'asfalto torna ad essere asfalto.
Tutto normale. Tutto come prima.
Rimaniamo così io e gli altri, finalmente al sicuro, ma in ansia per aver lasciato andare da sola quella donna in giro per le strade.
Qualche ora dopo sentiamo dei rumori.
Mi avvicino all'ingresso e la trovo li, ancora lei, ancora con il suo bambino in braccio.
Le chiedo dove sia suo marito e perchè non sia tornata insieme a lui.
Lei sta un pò in silenzio, poi mi dice che lo ha trovato con una "degli altri", così lo ha ucciso.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

se il disegno l`hai fatto te, sei un mito, davvero bello.


il racconto non mi torna molto, tuttavia, senza cattiveria.

b.

La ele ha detto...

Si, il disegno l'ho fatto io.
Ti ringrazio.
Il racconto, è un sogno che ho fatto tre notti fa.
Non ha senso, e l'ho scritto anche di fretta perchè avevo paura di dimenticarmi dei pezzi, quindi hai ragione.
Non è scritto bene.

La ele

joel ha detto...

non tutto deve sempre tornare.
...tranne l'oscuro cavaliere.
ciao ele

Jan ha detto...

... ed il cameriere con il conto, non scordiamo.

Jan

IL GABBRIO ha detto...

il disegno è molto suggestivo, bello veramente...il raccontino non torna molto, ma rende l'idea, dopotutto, è un sogno scritto di fretta, che vuoi di più? : )

sabriciola ha detto...

eheh ele ma che sogni fai?

La Lavi ha detto...

Ma era la vignetta di una tua tavola il disegno.. o sbaglio?
il sogno è nel tuo stile...! :-D

La ele ha detto...

Si è una vignetta delle tavole del cimitero.
...effettivamente non è una grande indicazione...

Non so, ho fatto 4 notti di fila con incubi assurdi.
Quello della cameriera killer cinese, e con la maschera ve lo racconto un'altra volta.

La ele