lunedì 20 agosto 2007

Sicuramente la sua preferita.


Questo è mio nonno, e io non l'ho mai conosciuto.
Di preciso non so bene perchè parlo di lui, è che in questi giorni sembra essere diventato un argomento che esce di continuo, quindi in un certo senso mi sembra di dovergliela qualche riga.
Si chiama Alessandro, ed è morto nell' 83.
Nell' 84 i miei si sono sposati, e nell'85 sono arrivata io.
é il papà di mia mamma, e di lui so quasi più di quanto non sappia dei miei genitori.
Mia madre faceva l'insegnante d'asilo, quindi dopo scuola io stavo a casa di mia nonna in attesa che lei tornasse a prendermi dopo il lavoro.
Succedeva che a pranzo, o quando fuori pioveva e non si poteva andare in cortile a giocare, mia nonna si mettesse a raccontarmi un pò di storie sul bell'uomo della foto.
Faceva il contadino e non aveva soldi, ma era talmente bello che tutti gli dicevano che avrebbe potuto fare l'attore. (e io concordo)
Era pazzo.
Conosceva TUTTI nella zona, organizzava feste a casa sua, gli piaceva ballare, il vino, da giovane fumava sigarette, e quando è invecchiato ha cominciato con la pipa.
Faceva ridere, ed era uno a cui la compagnia piaceva parecchio.
Quando ero piccola ascoltare i racconti di mia nonna mi piaceva tantissimo, poi crescendo si capisce che la gente viva parla sempre bene della gente morta.
Guarda caso, nel mondo non sembra mai essere morto un figlio di puttana.
In più c'è da dire che quello che io sapevo di Alessandro arrivava dalla voce di sua moglie.
Poi però capitava che qualcuno fermasse me e mia madre per strada, riconoscendo lei nonostante gli anni passati, dicendoci di essere vecchi amici del nonno, e mettendosi a raccontare qualcosa anche loro.
Mio nonno sembra aver seminato bei ricordi per il quartiere.
Racconti che a dire il vero non erano poi troppo diversi da quelli di mia nonna.
Adesso mi fa un pò schifo pensare che per un pò non abbia creduto del tutto a quelle storie.
Ma è sempre meglio tardi che mai.
Il nonno dopo essersi sposato ha sempre vissuto nella zona in cui abito ancora adesso, e ogni tanto quando vado a trovare la nonna, dei suoi vecchi amici li incontro ancora.
Non mi salutano perchè non mi riconoscono più. Per via dell'età immagino.
Qualche tempo fa l'ho sognato come l'ho sempre visto in una foto che mia nonna ha in una cornice in cucina. Mi ha detto poche parole, poi mi sono svegliata.
Quando alla mattina l'ho raccontato a mia madre per poco non le viene un colpo.
Mia madre ha gli occhi grigi, mio padre scurissimi, Alessandro ha lasciato in eredità a me e mia sorella degli occhi color verde-nocciola.
A me la fossetta sul mento, e la forma delle mani.
Considerato che con le mani ci lavoro, lo considero davvero un bel regalo.
Si vede che sono la sua nipote preferita anche se non ci siamo visti mai.
Mia madre mi ha detto che prima di morire ha chiesto una festa con la banda per il suo funerale.
Rido sempre quando me lo ricordo.

1 commento:

La Lavi ha detto...

I racconti sui nonni sono sempre affascinanti... I miei forse erano un po' più all'antica, ma mi piace sempre quando mia mamma o una delle nonne che mi sono rimaste mi raccontano di cose del passato che riguardano la mia famiglia: sembrano così lontane, eppure non sono passati neanche 100 anni da quando sono accadute.. e poi penso a quando saremo noi a raccontare ai nostri nipotini cosa facevamo da giovani, e mi fa strano pensare come a loro le nostre vite e la nostra "gioventù" sembrerà strana e magari antiquata...
Le riflessioni profonde in questo periodo mi riescono bene eh!? :-P