giovedì 27 settembre 2007

E finalmente è tornato a piovere.


"Oggi i colori se li erano fregati, e tutto sembrava immerso in un grigio plumbeo e indefinibile che non aveva mai visto se non nelle mattinate di periferia a Milano.
Lui lo chiamava grigio Milano, come il salame, come i colori delle automobili quando si va in concessionaria e bisogna scegliere tra la gamma che ti viene proposta.
Ci avrebbe aggiunto anche il grigio Milano."

"Milano oggi sarebbe stata solo lo sfondo del romanzo di Brandelli e questo non gli sembrava giusto perchè alla fine era Milano che lo sorreggeva nei momenti bui, lei che lo accompagnava a letto quando la vita lo sferzava e lo metteva di fronte alle sue delusioni e ai suoi fallimenti.
Caspita, roprio in novembre che era il loro mese, gli toccava voltarle le spalle e gironzolarle attraverso con una fresca donzella per mano e un cupo caso per il cranio.
Ma lei avrebbe compreso il momento e lo avrebbe raccolto placida, come una madre, o una moglie remissiva. Lo avrebbe di nuovo abbracciato e protetto da tutto e da tutti come era sempre accaduro, anche se fra loro, una crisi di questo tipo non c'era mai stata."

"Milano A.Brandelli" Andrea Ferrari.


"Fece tre o quattro metri e si girò a guardare da lontano la stazione. Per ammirarla senza annusarla.
Era marziale. Fascista nell'architettura ed anarchica nel ventre molle che la costituiva.
Sembrava una dichiarazione alla guerra all'immobilismo in senso stretto. Un tempio eretto all'operosità milanese.
Grigia come la città. Vitale e livida come gli uomini che la popolano.
Un circo antico, in cui si giocava da sempre un'unica partita a guardie e ladri.
I giornali ultimamente dicevano che i ladri stavano avendo la meglio.
La Centrale, spelonca di briganti e rifugio di derelitti, punto di ritrovo per clandestini e badanti.
Un pò Casbah e un pò Valona. Frontiera del nuovo millennio e palestra per delinquenti e portatori di solidarietà. In una parola fulcro operoso di vita.
Vita di serie C, ma vita.
A chi apparteneva quel territorio? Chi ne possedeva le chiavi?
Gli spacciatori ed i ruffiani? Le badanti ucraine che di chiavi hanno solo quelle delle case dei loro padroni? Oppure i componenti della business class, con i vestiti di ordinanza ed il computer nella valigetta?
Di sicuro non i pendolari ed i facchini.
Forse c'era un unico passepartout? O forse era davvero terra di nessuno?"
"Terra di nessuno" Andrea Ferrari.
[Foto di Die]

4 commenti:

Baol ha detto...

Belle parole, molto scure...mi sa che il genere ti piace no? :)

La ele ha detto...

Si, diciamo di si. :)
La ele

La Lavi ha detto...

Non c'è che dire, la ami proprio milano eh!?
anche a me però vengono dei sentimenti del genere (più in piccolo ovviamente.. NIENTE BATTUTE!!) per i due paeselli adiacenti dove sono crsciuta...soprattutto quando cambiano le stagioni, qualunque sia il cambio...

Anonimo ha detto...

Bella si,molto!