venerdì 20 giugno 2008

L'ombra del Gatto.



"Detesto sboccare, mi lascia senza forza, e detesto farlo in ginocchio nel cesso pisciato di un bar.
La mia ombra, almeno, non ha le ginocchia impregiate di orina.
Ci rialziamo, tutti e due, mi lavo la faccia, mi guardo allo specchio, e la vedo.
Ho sempre sperato che fosse una bella ragazza come la immegina Neil Gaiman, invece è proprio scheletrica e incappucciata: la Morte.
Le chiedo perchè.
Risponde che non è lei che decide.
Le chiedo se è Dio, a decidere.
Risponde di no.
Le chiedo chi cazzo l'ha mandata, allora, perchè è venuta a prendere noi, perchè il Pugile e non io, perchè è finita l'epoca del "noi per divertirci" per quella del "noi per non stare da soli davanti alla sua falce".
Poi ho un rigurgito come un'intuizione.
Un rigurgito, che sa di colpa.
Non è la Morte, nello specchio.
Sono io.
Io sono la Morte. La sua morte."

-Milano è un'arma-
Francesco Gallone.

5 commenti:

Paolo Motta ha detto...

Una citazione molto azzeccata per il tuo disegno:)

joel ha detto...

ciao ele,che casino casino casino!non ho internet a casa e il fato sembra avere dei conti in sopseso con la mia persona. bah confido nell aserata di venerdi che sarä comunque portatrice di un qualche problema me lo sento.ciao

BlackSand ha detto...

bella illustrazione, mi ricorda un po' il bianco e nero di Mark Chiarello, complimenti.

irn ha detto...

Che belli questi bianchi&neri!! Così calibrati!wow! Uh, ho visto che tra i tuoi link c'è Alberto Ponticelli!!E' stato il mio prof al corso di fumetto che ho fatto a scuola quest'anno!!E' un grande!

Sergio ha detto...

che bello :O