giovedì 3 luglio 2008

Viaggio.



La metropolitana è una cosa che mi mancherà.
So che parlo spesso delle cose che ho fatto e poche di quello che faccio, ma credo dipenda dal fatto che vivo con una costante sensazione di malinconia.
Quello che passa non lo lascio andare mai.

Non mi piace viaggiare, chi mi conosce lo sa, ma la metropolitana è il "mio viaggio".
La gente dopo i viaggi ha tante cose da raccontare, io poche ogni giorno dell'anno, fino a qualche settimana fa.

L'inizio di molte lezioni è sempre stato accompagnato da un racconto mattutino del viaggio mio e di Roberta, a cui qualcuno, qualche volta non credeva.
Ho incontrato predicatrici vogliose di convertire gente troppo concentrata, troppo stanca alle otto di mattina, troppo di fretta per poterla ascoltare.
Ragazzi strafatti prendersela con i nomi delle fermate perchè troppo stupidi e troppo infelici per loro, come la loro vita.
Cinquantenni con un amore particolare per ragazze di vent'anni di meno.
Signore con poche persone capaci di ascoltarle, con la stupida necessità di parlare dei loro figli in America, con la loro vita e i loro guai di alcol o droghe.
Padri insegnare parolacce alle figlie di sei anni, mentre le portano all'asilo.
A volte Milano ha lo stesso fascino di un assassino.
Appena scendi un pò, e scopri cos'è davvero, non puoi che provare un disgusto profondo, e allo stesso tempo non riesci a smettere di guardarela e di volerle bene.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

è bellissimo come parli della tua città, si vede che quello che scrivi ti viene dal cuore, mi fa capire che chi Milano la vive, la ama davvero davvero tanto.

KoTa ha detto...

Milano è fantastica. Bisogna viverla per capirla, e non passarci da semplici turisti.

Gea ha detto...

bello davvero quello che hai scritto, ele, e profondamente vero! mi dispiace non essere riuscita ad innamorarmi così di milano, di non averle saputo perdonare i difetti di cui hai anche parlato... ma in fondo credo che non sarebbe stato possibile, per il mio carattere, io e lei non eravamo fatte per stare insieme, ne ho parlato anche nel mio blog...:)

Accenti & Neri ha detto...

Milano è contemporaneamente l’inizio e la fine. Milano non ti suggerisce niente, ma ti scaraventa nel tutto. Ambita da molti perché sta lì in mezzo come lo scarico di un lavandino chiamato Europa ti trascina spesso in una voragine che confonde le menti. Per chi ci è nato, per chi si può dire milanese come me e te sa che Milano non fa niente, sta lì a guardare e aspetta che sia tu a fare la prima mossa e se sbagli questa puttana di una città si toglie da ogni responsabilità, ma se fai la mossa giusta nemmeno se ne prende i meriti.
Milano accoglie tutti, ma non accetta nessuno, nemmeno i suoi figli questa è la grande libertà di Milano e si sa che la libertà costa cara. Ma è la notte che questa città regala la sua verità, non nei locali affollati o nelle discoteche di grido, ma per quelli che hanno capito o provato a camminare con gli auricolari impiantati nelle orecchie tra le vie deserte mentre la gente “normale” dorme, Milano diventa una questione tra te e lei e ti si pone davanti come una sfida. Ti sussurra i tuoi difetti, ti sbatte in faccia le tue debolezze e ti monta la rabbia perché nonostante tutto per lei che tu ci sia o no non cambia un cazzo. E lì ti rendi conto di quanto è forte questa città e di quanto sei debole tu. Ma se hai la costanza e continui questi appuntamenti tra te e lei a un certo punto ti suggerisce una cosa all’orecchio, qualcosa che nessuno è mai riuscito a dirti o qualcosa che non sei riuscito a dirti. A quel punto capisci che sfidare questa città non ha senso, che tutto il fuoco che hai acceso dentro è stato un passaggio e Milano ti ha dato in mano taniche di benzina solo perché glielo hai chiesto e Milano esegue senza chiederti niente, non sono cazzi suoi.
A quel punto Milano diventa una strada parallela. Tu non chiedi niente, lei non chiede niente; diventa tutto solo una questione di affari tra te e lei, Milano dell’ affetto non se ne fa un beato cazzo perché l’affetto implica l’amicizia e l’amicizia interviene quando fai qualcosa di sbagliato. Milano rispetta la tua libertà e se sei capace te la puoi prendere a piene mani, ma la libertà costa cara come ho già detto e Milano sa dartela e può togliertela quando le pare. Questo è il senso di inquietezza con cui bisogna saper convivere, questa è Milano e Milano se ne frega di piacere.

(non pensavo di aver scritto tanto, ma Milano… )
Buona fortuna per le nuove avventure che ti aspetteranno fuori dalla scuola

Ele La Accy