mercoledì 10 settembre 2008

Conflitti generazionali.





Mio padre si incazza sempre come una iena quando vede ridere me e mia sorella nel sentire il tg5 che parla del bullismo.
Ho paura che creda che noi siamo convinti sia una cosa giusta, o almeno trascurabile da parte di chi queste cose le dovrebbe saper gestire.
Mi fa un pò paura.
Mi fa un pò paura perchè non ho idea del modo in cui loro hanno vissuto la loro epoca, perchè io come paragone ho solo i miei anni, e i miei anni non sono stati tanto diversi da quelli che sento raccontare ora.
Nonostante loro non se li ricordino più.
Adesso allagano le scuole e incendiano i capelli alle compagne.
Fino al 2003 mandavano all'ospedale dei miei amici in pestaggi a quattro contro uno per una scritta cretina sui muri.
E mi fa paura che qualcuno possa credere al fatto che questo per me sia giusto.

Ma c'è davvero da avere così paura di tutto?
Ci sono davvero ragazzini incapaci di portare rispetto per qualcuno di vent'anni più grande di loro, o di un posto dove passano sei ore al giorno? (se va bene)
Personalmente ho sempre avuto una visuale in bianco e nero anche di questo: chi stava dall'altra parte della cattedra riceveva rispetto se dimostrava di meritarlo, non perchè occupasse quel posto a priori.
Era così per tutti, da noi.
Una specie di regola mai espressa ad alta voce, e mai scritta da nessuna parte, ma a cui tutti sottostavano, e che tutti conoscevano nel momento in cui mettevano piede nella scuola.

Non c'è più il rispetto di una volta.
Non ci sono più i ragazzi di una volta.
Non c'è più il senso civico che c'era una volta.
A nessuno viene in mente che "una volta" non è "oggi"?

Io non credo che la giustizia sia da una sola parte, ma sono stata parte di quella categoria che ha dovuto aspettare un'occupazione per fare qualcosa che è rimasto.
Per quanto piccolo e insignificante.
Quel qualcosa di bello occupa un pannello di quattro metri per due nel liceo artistico vicino a via Padova, esattamente dove adesso c'è l'esercito per intenderci.
è una cosa che è stata fatta nel bel mezzo di un delirio, e nella più assoluta libertà da parte di ragazzi che all'epoca non avevano più di diciotto anni.
Due giorni per riempire un pannello che nessuno mai ci aveva chiesto di toccare, e che a distanza di cinque anni, è rimasto esattamente come lo vedete nelle foto.
La scuola è cambiata, gli insegnanti sono cambiati, e ovviamente anche gli allievi.
Ma quello rimane sempre nell'aula di architettura del primo piano, a dimostrare qualcosa che purtroppo non so spiegare bene, ma che spero arrivi in qualche modo grazie alla scrittina "OCCUPAZIONE 2003".
Ho la certezza che ai nuovi arrivati il messaggio arrivi.
La prova è che nessuno ha mai provato a danneggiarlo.
Perchè è così difficile da afferrare per chi ha più di trent'anni li dentro?
Qual'è il limite?
E perchè devono essere loro a fare la differenza per quello che diventeremo noi?

3 commenti:

Avion ha detto...

Per me è il contrario.
Una persona, soprattutto qualcuno che ricopre un ruolo di autorità, merita rispetto a priori, almeno finché dimostra di NON meritarlo.
E anche in quel caso, almeno mantenere un minimo di educazione nel rapportarsi, cosa che ci rende persone e non animali.

KoTa ha detto...

Concordo, ci vuole cmq rispetto.
Il problema è che una volta, se un insegnante ti tirava uno schiaffone e tornavi a casa a dirlo ai tuoi, te ne tiravano altri due. Ora i genitori piazzano i figli davanti alla tata-TV, e pretendono che crescano ben educati, e se qualcuno osa toccarli, apriti cielo.

Ora, non dico di far parte di quei tempi, però ho sempre portato rispetto, o meglio, ho sempre cercato di essere educato con le persone con cui mi rapportavo, perchè è questo che mi è stato insegnato.
Certo, le sfuriate e le urlate contro i prof le ho fatte anch'io, ed a volte forse ho anche esagerato, ma non sono mai stato irrispettoso.

E quando ero un pischellino io, non mi sognavo di fare il pirla con quelli più grandi o di guardarli male. Son leggi non scritte, ma son sempre state valide e penso anche giuste.

Ora invece l'insolenza se la viaggia sovrana, bambocci di 12 anni pensano di poter fare quello che vogliono.

Non è colpa degli insegnanti, loro devono insegnare, sono i genitori che devono educare.

Poi vabè, il bullismo c'è sempre stato, solo che una volta non c'erano i cellulari per riprenderne gli atti :P

il DAVE ha detto...

Purtroppo è così.
I bei vecchi tempi non esistono più,adesso c'è solo l'oggi.
I nostri tempi.Anche se io avrei preferito vivere nel passato,ma non vorrei cominciare a divagare come mio solito.
Diciamo che quoto il messaggio di Kota.Se proprio vogliamo dare la colpa a qualcuno dobbiamo darla ai genitori,che non se ne sbattono affatto di dare un minimo di educazione ai loro figli.
Li piazzano davanti alla TV,tanto che male c'è, cresceranno lo stesso,no?!
Bha,diciamo che di genitori "buoni"ne conosco davvero pochi,e ciò ovviamente influisce sul mio pensiero.ma credo che le cose andranno sempre peggio.