mercoledì 26 novembre 2008

Notti tranquille.

Ho sognato di andare in una casa che si affacciava su un giardino, per essere operata a una spalla.
Ad aspettarmi c'erano tre infermiere (una delle tre era la coreana di Grace Anatomy) in una specie di sala operatoria improvvisata: un piano di metallo su cui appoggiare le loro cose, e davanti a me uno specchio lungo.
Tipo quelli dei bagni pubblici.
Resto in piedi, mi tolgo la giacca, e faccio per togliere anche il maglione ma una delle tre infermiere mi dice che posso tenerlo.
Abbassa solo il colletto e mi fa l'anestesia.
"Visto che hai davanti lo specchio, credo sia meglio se chiudi gli occhi" mi dice il capo delle tre.
E così faccio.
Da questo punto in poi il sogno procede completamente al buio: una soggettiva di me ad occhi chiusi insomma.
Sento solo quello che si dicono, e i movimenti delle tre attorno a me.
Di colpo sento una lama che si infila nella mia spalla decisamente in profondità, e con un gesto secco traccia una riga di più o meno quindici centimetri leggermente inclinata verso il basso, in direzione del cuore.
Continuo a non vedere niente, ma mi accorgo che il gesto è stato compiuto in maniera tutt'altro che delicata.
"...oh mio dio" sento che dice l'inferimiera coreana dietro di me.
Quella che mi ha tagliato intanto inizia a trafficarmi nella spalla con la lama, con la solita mancanza di grazia che ha avuto anche un attimo prima.
Sento il braccio sinistro diventare bollente, e un istante dopo ghiacciato.
Lo tengo teso lungo il fianco, e provo a muovere le dita con fatica incredibile.
Sento qualcosa di caldo che mi bagna il maglione, immagino che sia sangue.

Poi mi sono svegliata.
Ed è stato uno dei quattro sogni che ho fatto stanotte.
Gli altri ve li risparmio.

2 commenti:

werner ha detto...

Ma non è che per caso sei stata addotta? Hai notato qualche cicatrice che prima non avevi, magari sulla spalla? :D

La ele ha detto...

No, no, la mia spalla sta bene :D

La ele