venerdì 17 luglio 2009

23 giorni dopo.


A distanza di più di due settimane dalla morte di Michael, a casa mia (oltre che in tv) si continua a parlare di lui.
Mio papà mi faceva sentire i Jackson Five in un registratore veramente anni ottanta che tenevamo in cucina.
Michael faceva parte della colonna sonora di quando ero piccola, di quando mio papà cucinava perchè era a casa dal lavoro.
Michael piaceva anche a mia madre che di musica non ha mai capito un cazzo.
Ma dicevo che se ne parla spesso.
Credo di essere arrivata a capire il perchè, e l'ho fatto leggendo un libro di Lucarelli che con la morte di Michael non c'entra assolutamente nulla: La faccia nascosta della luna.
Se c'è qualcuno che non lo conosce, questo libro raccoglie le descrizioni di alcune tra le più famose morti dei personaggi dello spettacolo.
Jimi Hendrix, Sid Vicious, John Belushi, Cobain e altri.
Tossici, alcolizzati autolesionisti, drogati, o suicidi.
Per carità, tra i più grandi artisti che ci siano mai stati.
Il fatto è che quando si conoscono gli eccessi di una vita come la loro... come dire, uno non è che se lo aspetta, però lo mette in conto.
Non sto dicendo che meritavano di morire eh! Mi guardo bene dal dire una cosa del genere.
Solo che se ti alcolizzi ogni notte, ti ammazzi di droga e da strafatto ti tagli su un palco con delle lamette... come dire... uno non è che si sorprende se una mattina appare il tuo nome sul giornale. E non per annunciare un concerto. Capito?
Quello che è passato di Michael, no correggo, quello che a me è passato di Michael, è un'idea che con quel tipo di mondo, non c'entra assolutamente nulla.
Chiarisco.
Prima di tutto sottolineo che questa non è una sviolinata per un tipo morto di cui si deve necessariamente dire qualcosa di carino.
Chi mi conosce sa che queste cose non le reggo.
Michael era una persona che di stranezze non ne ha avute poche, anzi.
Tra cambiamenti fisici, posti in cui ha vissuto, gente con cui ha lavorato e via dicendo, con le sue stranezze ci possiamo riempire un libro.
D'altra parte cosa ci si può aspettare da uno che a cinque anni viene schiaffato su un palco e preso a cinghiate se non fa una bella figura?
E il problema credo che sia proprio quello. Non le violenze, non lo stile di vita, non le centinaia di persone pessime di cui può essersi circondato (anche se...).
è che Michael dai suoi cinque anni non ci si è mai schiodato.
E basta ascoltarlo parlare, o guardare il modo in cui si veste!
Porta delle mutande d'oro sui pantaloni... come i supereroi!
Forse in casa mia, un pò come anche nel resto del mondo, si continua a parlare di lui perchè era visto come un bambino di cinquant'anni. E come la morte di tutti i bambini, viene vissuta come qualcosa di sbagliato e assolutamente ingiusto.
E si ha nei suoi confronti una specie di affetto che arriva da qualche parte strana. Che non è più l'amore per il lavoro di un artista, o di un personaggio.
No, nemmeno quello. E anche se non so come si chiama è una cosa che trovo molto bella.

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