giovedì 25 novembre 2010

Scusate se vi faccio preoccupare.


Mi sa che sto allarmando un pò di gente.
No, non per il Froben, ma per quello che scrivo.
Lo so, ultimamente si respira aria di polemica su questo blog e sulla mia pagina di facebook.
Escludiamo le questioni personali, mi riferisco ai commenti che faccio su argomenti di politica/attualità.
Premessa: io una volta non ero così.
Se qualcuno, anche solo due anni fa, mi avesse detto che sarei finita ad interessarmi di politica, mi sarei messa a ridere.
La politica è per i grandi. Grandi d'età e grandi di testa.
O almeno così credevo.
Poi un giorno succede che vedi una soubrette che si spaccia per ministro di sarcazzo cosa, e tu stai li a fare quello che cerca di capire, quello che si impegna a pensare: "Non è che siccome è gnocca, dev'essere scema per forza."
Stai li a fare quello intelligente, che cerca di andare oltre la prima apparenza per cercare di capire.
Niente da fare.
è scema proprio.
Allora pensi che sarà solo una. Che una mela marcia in un cesto, cavolo, potrà anche capitare!
Poi passa il tempo, e realizzi che queste persone non sono due, non sono tre, non sono quattro, così alla fine non le conti più, e l'unico motivo per cui il giornale lo apri (esclusi i giorni in cui vuoi farti del male), è per leggere l'oroscopo.
Cosa che poi non funziona nemmeno, perchè anche se sfogli veloce veloce per arrivare alla fine, dove c'è scritto: "Oroscopo del giorno: Gemelli", lo sguardo ti cade.
Puntualmente finisce su qualcosa che ignori solo se sei scemo o ignorante, e che naturalmente fa partire quella serie di sbattimenti mentali da cui non esci più.
Ma a voi non capita? Se mi dite di no, spiegatemi come fate. Sul serio!

Oggi sentivo parlare dei casini fatti dagli studenti nelle varie piazze d'italia.
Ma facciamo un passo indietro.
Quanti di voi (e con "voi", mi riferisco a gente che ha più o meno la mia età), si sono sentiti dire negli ultimi anni: "ecco, siete voi che non avrete un futuro! Se non scendete in piazza voi, chi deve farlo?!"
La realtà è che per "scendere in piazza", non si stava abbastanza male.
Ora che si inizia a stare un pò peggio, io ESIGO, che su nessuno dei ragazzi che erano alle manifestazioni in questi giorni, venga detta una sola parola negativa.
Nemmeno su quelli che hanno risposto alla polizia.
Vi prego, non rispondetemi che la violenza è sempre da condannare perchè mi faccio venire i conati.
Quello che sta succedendo è una conseguenza. Ad un'azione ne segue un'altra.
Non sto dicendo che sia giusto lanciare sassi agli sbirri, sto dicendo che quando colpisci duro, non puoi sempre aspettarti che dall'altra parte ti vengano lanciati fiori.
Non abbiamo abbastanza aiuole, e non tutti abbiamo soldi per andare dal fioraio.
Almeno i sassi sono gratis.
è vero, la violenza non è giustificabile, però è comprensibile.
Diventa comprensibile quando ti accorgi che chi dovrebbe arricchirti per amore (amore per la cultura, amore per il posto in cui vivi, amore semplicemente perchè hai vent'anni, e sei tu che farai la storia quando "loro" non ci saranno più), invece manda tutto a puttane.
Senza contare che loro hanno una media di sessant'anni e quelli in piazza ne hanno venti.
Vista l'età, io mi aspetterei che le teste di cazzo si trovino solo in piazza. Invece no.
Se stiamo zitti siamo conigli, quando parliamo siamo sconvenienti. Ecco cosa.

Mmm... no, scrivendo è tornata a galla la mia anima polemica, e cacchio, non era per questo che ho iniziato a scrivere.
Diciamo qualcosa di bello.
L'anno scorso, parlando con Antonio Serra, ho sentito da lui una cosa semplicissima e più che vera: "da pesanti momenti di crisi, sono uscite le cose migliori."
Questa cosa l'ha detta anche Orson Welles ne "Il terzo uomo": "In Italia per trent'anni, sotto i Borgia, ci furono guerre, terrore, omicidi, carneficine, ma ne vennero fuori Michelangelo, Leonardo Da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera non ci fu altro che amore fraterno, ma in cinquecento anni di quieto vivere, che cosa n'è venuto fuori? Gli orologi a cucù".
Io sono stata colpitissima da una persona. (Me la prendo con calma, perchè so che ho scritto un botto, e che probabilmente sarete arrivati a leggere fin qui tipo in tre -forse-).
Chi ha sentito parlare Saviano (no, tranquilli, non è lui!) alla prima puntata di Vieni Via Con Me, saprà che cos'è la "macchina del fango".
In breve, è quel meccanismo che scatta quando trovi il modo di minare la credibilità di Berlusconi. Come? Colpendo nel privato. Che sia la casa, che siano le frequentazioni, che siano le abitudini.
La persona che mi ha stesa è Vendola.
Partiamo dalle cose che dovrebbero essere banali, e che purtroppo non lo sono più. Non l'ho mai sentito interrompere qualcuno durante un discorso.
Parla benissimo, e ascoltarlo è un piacere, a prescindere che si condividano o meno le sue opinioni. Esprime concetti semplici con parole importanti ma ugualmente efficaci e comprensibili da chiunque.
Ma la cosa più figa di tutte, è che è INATTACCABILE!
Come puoi attaccare uno che si presenta con un orecchino, che spiattella la sua omosessualità presentandosi col suo compagno (e che compagno! Perdonatemi il commento) ogni volta che ne ha l'occasione?
La "macchina del fango", cosa può infangare di lui, che non finge di essere niente?
"Dici così perchè sei comunista!"
Col cazzo. Chi mi conosce, sa che in me c'è ben poco di rosso.
Ma certamente meno di nero (vestiti a parte).


Cacchio. Mi sa che l'intenzione con cui ho cominciato a scrivere il post è andata un pò a farsi fottere.
Volevo solo tranquillizzare tutti, e dirvi che sto bene come quei ragazzi in piazza, anche se io all'università non ci vado nè ci sono mai andata.
Sono contenta e asspetto la neve!

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