venerdì 10 dicembre 2010

Lazzaro, vieni fuori.

"A Milano mi era stato offerto un lavoro "serio", il che mi spaventava.
Qualcosa doveva agonizzare in me, se iniziavano a offrirmi lavori seri perciò, prima della decisione, approfittando di qualche giorno di "festa", avevo voluto reincontrare le tracce di me stesso che avevo lasciato in uno dei pochi posti che non rivedevo più da anni. Se incontri in città un amico, una donna che non vedi da tempo e che da tempo credi di voler rivedere, all'entusiasmo subentra l'imbarazzo, agli aperitivi del benritrovato il pensiero che adesso ti devi preoccupare del tuo fegato. Non che prima il fegato non ci fosse: una volta era vicino al colon, adesso è vicino alla tua coscienza. Così scribacchiate il nuovo, o il vecchio numero di telefono su un fazzolettino di carta, vi guardate, credendoci, di ritelefonare e poi... vi ci soffiate il naso.
Il passato è bello perché è passato, prima era bello perchè era presente. Se cercate di far diventare presente il vostreo passato, come minimo sbagliate la coniugazione dei verbi."

Andrea G. Pinketts
Lazzaro vieni fuori.


Me ne vado anche io per qualche giorno, staccando telefoni e cervello.
Ci risentiamo attorno a martedì.

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