giovedì 24 febbraio 2011

Disegni? No, faccio fumetti.

Fare fumetti è una necessità.
Non lo è disegnare.
Avendo avuto una matita in mano dall'età di due anni, non è difficile fare un disegno che possa piacere.
Lo è invece fare una tavola, anche se qualcuno di voi potrebbe farmi notare che la differenza sta nel piazzare un quadrato attorno a un disegno.
Un quadro blocca un momento. Quello in cui si svolge un'azione o si prova un'emozione particolare.
Il fumetto parla di un tempo.
Come cazzo si fa a chiudere il tempo in uno spazio bidimensionale con l'aiuto di una matita?
Boh! Però succede ed è come una magia.
è la magia che ho scelto per raccontare il mio spazio.
Lo spazio perfetto che non mi fa sentire in un deserto, nè in una metropolitana affollata durante un giorno di pioggia nell'ora di punta.
è la mia dimensione.
La vignetta è il mio spazio, la striscia è il mio tempo e la pagina la mia storia.
Questo è quello che riesco a gestire.
Di più non sono capace e di meno non mi basta.
è il posto dove io comando e decido quando dire la mia e quando stare zitta, costringendo chi mi da corda, non a vedere nè a leggere, ma a sentire.
Non sono brava a reagire alla richiesta: "mi fai un disegno?"
Un disegno di cosa? Un disegno di chi?
Non sono una scrittrice di storie, ma nemmeno so disegnare una cosa dal nulla.
Cioè, lo faccio, ma mi viene male.
Probabilmente per questo i disegni che metto qui, sono sempre ispirati a canzoni o a romanzi.
Perchè hanno una dimensione loro che non è la vignetta, ma che mi è comunque facile riconoscere come qualcosa di simile.
L'espressione senza contesto la trovo solo una cosa bella, ma che non rimane.
Non che io sia convinta di fare o aver fatto cose intramontabili, ma se interrogata al riguardo, so di saper dare delle spiegazioni.
So perchè una luce cade in quel modo, so perchè il personaggio ha gli occhi chiusi e non aperti, e so perchè non sta dicendo niente in quel momento.
"Comoda", è proprio la parola giusta.
Quando torno a disegnare tavole dopo un periodo in cui ho fatto solo illustrazioni, è un pò come tornare nel proprio letto dopo aver dormito per qualche giorno nella casa al mare di un amico.
Magari il letto era anche morbido, ampio il cuscino e profumate le lenzuola, ma è nel letto di casa tua che sta la tua sagoma.
Quella giusta, quella in cui ti incastri quando spegni la luce.