domenica 20 marzo 2011

Chi se ne frega se piove.

Il cielo stasera ci ha vomitato ghiaccio addosso per un evento particolare: sono uscita con due amiche dopo anni che non mi capitava.
Non perchè le mie amiche non escano di casa, ma perchè esco sempre con omaccioni volgari e scurrili (a cui voglio tanto bene, naturalmente).
Scampata all'ira divina, con Sara e Robi è iniziato un viaggio durato più del dovuto.
Ricordate quando parlavo delle piccole sfighe irritanti?
Ci è mancata benzina, il navigatore è morto al decimo minuto di viaggio e sono finite le sigarette.
E naturalmente ha continuato a piovere ininterrottamente.
Luci gialle di lampioni e industrie di svariate forme e colori hanno accompagnato una strada che nessuna di noi domani saprebbe ripetere alla luce del sole, ma al posto ci arriviamo.
Più o meno.
Arriviamo nelle vicinanze del posto in cui avremmo dovuto sentire il concerto, ma esasperate dalle "piccole sfighe", decidiamo di fermare due tipi a caso.
Sono li per il concerto anche loro.
Anche loro si sono persi.
Li carichiamo in macchina e ci facciamo accompagnare all'indirizzo esatto.
Loro sono amici del batterista.
Anche noi lo siamo.
Loro vivono vicino a casa nostra.
Frequentano i posti che frequentiamo.
Però abbiamo fatto un fottio di chilometri per conoscerci in un posto affollato, fumoso e sudato.
Come i tipi che durante il concerto ti ballano addosso e che non allontani perchè hai la stranissima e insensata sensazione di condividere qualcosa con loro, anche se quelle facce sono la prima volta che le vedi.
Il concerto colpisce quanto deve e nel fine serata ci si ritrova a parlare dietro al palco con sigarette avvelenate anche dai discorsi, che passano dalla guerra, al tempo, dal lavoro, all'aria irresipirabile che c'è là dentro.
Ma si torna sempre a parlare del presente, perchè è li che siamo, è di quello che ci hanno insegnato a preoccuparci.
Noi, fortunati esseri senza futuro, realizziamo che dopo stanotte, sarà tutto diverso in un posto molto molto vicino a noi.
Si torna a casa sotto un cielo pesante che ha deciso di darci tregua, accompagnate dalle conoscenze della serata che trasciniamo praticamente fino sotto casa, perché a guardare bene, non è poi così tardi, dai.
Fermi per strada col rumore del treno della stazione e di un uccellino che ci avvisa dell'arrivo di un tempo migliore (metereologico. Non sono improvvisamente diventata ottimisita), ci salutiamo a quell'incrocio.
Non di strada, ma di strade.
Ci fermiamo qui.
"Abbiamo alzato la radio, in autostrada al contrario ad occhi chiusi e con il piede fisso sul gas."
Buonanotte, bella Milano.

4 commenti:

Robbertopoli ha detto...

Sono. A. Pezzi.
Quattro ore di sonno, odore di fumo addosso che non va via nemmeno dopo la doccia. Orecchio destro che fischia. Voce bassa. Occhi da rana. Capelli improponibilei. Faccia distrutta.
Testa altrove.

Ma lavoro ascoltando i G(-gi) erson, perchè andare ad un concerto senza sapere mezza canzone che sia mezza è imbarazzante.

Al prossimo, prima fila, ad ammazzare la gente di poggate.
Almeno, il giorno dopo, possiamo dire di essere distrutte per davvero.



" Di questo passo arriveremo quando diranno - Grazia a tutti! - "
Un'ora e mezza dopo : " ... Grazia a tutti!"
" Eccheccazzo "

La ele ha detto...

Occhi da rana, fatti un'altra doccia che torni come nuova! :)

"Di questo passo arriveremo quando dicono: -Grazie a tutti!-"
Profetica Ele.
Al prossimo giro, partiamo alle 4 del pomeriggio.
Ma guardiamo il lato positivo: avevamo cibo e acqua per ogni evenienza.

La ele

sara ha detto...

uahahahaha adoro il tuo blog!!

serata davvero ricca di sorprese..

..il discorso su probabili sette sataniche in via plezzo che si rivelano riti propiziatori di trans..

e.. ricordate..
trovare sempre il lato positivo è la soluzione a tutto..

La ele ha detto...

Ahaha grazie cara!

Sei il mio nuovo guru, Sara! Troppo saggia!

Oh, liberati per stasera che sono in sbattimento da lavoro e se non esco esaurisco!
Ti verrei anche a prendere a casa, che sono da GL a cena.