giovedì 21 aprile 2011

Supereroi. Tu da che parte stai?



Coi supereroi ho sempre avuto dei problemi.
Li ho sempre percepiti come qualcosa di estremamente distante e come qualsiasi lettore-spettatore, se non riesco a trovare un punto in comune che mi permette di immedesimarmi nel personaggio che mi parla, allora lo abbandono presto.
Ci ho messo un casino a capire il motivo di questa distanza incolmabile, poi l'ho trovato parlando di tutt'altro.
La paura dei film horror arriva dal fatto che il protagonista (umano, debole e se serve anche un pò sfigato), si trovi di fronte a qualcosa di sovrannaturale, potente, spaventoso e cattivo.
Se al posto dell'umano sfigato ci mettiamo un uomo che vola, solleva camion e spara raggi laser dagli occhi, che paura dovrebbe farci il film?
Lo so, lo so che si può lavorare sul cattivo per mettere comunque l'uomo invincibile in difficoltà, ma non è lo stesso.
Non so come dire... è come barare.

Gli uomini invincibili non mi appassionano.

I supereroi che mi prendono, sono tendenzialmente sfortunati e con tanti cavilli morali da renderli quasi più impacciati di un "uomo normale".
Sotto questo punto di vista io e Tarantino non andiamo d'accordo per niente.
La mia visione è esattamente l'opposto della sua, e le ragioni che lui da al suo estremo amore per Superman, sono le stesse che me lo fanno sopportare a fatica.
Superman è quello che è. Punto.
Non ci sono scelte dietro al suo eroismo, perchè lui non diventa Superman: Superman è nato Superman.
Tutti i suoi tormenti, le sue fatiche, arrivano dal fatto che un quasidio si debba trovare a confrontare con persone normali.
E se devo trovare un punto in comune con qualcuno, lo trovo in queste "persone normali", non certo con un quasidio.

Vogliamo paragonare questi tormenti a quelli di un uomo che ha deciso da che parte stare nonostante la perdita della sua donna, o della famiglia intera?
Qui c'è la tentazione di mandare tutto a puttane e di non stare più dalla parte di nessuno.
Questa è una scelta vera!
Quello di Logan e quello del Punitore è un tormento che capisco, probabilmente perchè porta quasi sempre alla vendetta.
E al di là delle considerazioni morali sulla questione, vi viene in mente nulla di più umano della vendetta?
è quando la partita non si gioca ad armi pari, che viene fuori l'eroe.
Un eroe a cui si da quel nome non per meriti di nascita, ma per merito delle scelte che ha fatto.
Le stesse scelte che ha la possibilità di fare una persona qualunque.
Una persona come me, una persona come te, o come tutti gli altri sfigati che non sparano raggi laser dagli occhi e che sono deboli.
Evivva le debolezze umane!

7 commenti:

Ken ha detto...

Mhnn.
Mai piaciuti i supereroi e i finali a lieto fine.
Come hai detto tu, probabilmente, è per il semplice fatto che nella vita di tutti i giorni non esiste nè l'uno nè l'altro.
Fortunatamente, nel primo caso: ti piacerebbe esser salvata da un uomo muscoloso infilato a forza in una tutina aderente?
Mi si perde in pathos.
Hasta la vista, baby.

La ele ha detto...

Mah, se l'uomo in tutina fosse Logan, diciamo che un pensierino ce lo farei... :)

La ele

Daniele ha detto...

Forse l'eroismo di Superman, quello "meno facile", è il fatto che si pieghi ad essere umano quando in realtà potrebbe essere tutt'altro.

La ele ha detto...

Certo!
è che non mi appassiona affatto.

La ele

Milk ha detto...

Sempre stato dalla parte degli anti-eroi! V e Logan tutta la vita!

AleLav ha detto...

Quello che hai scritto è un pò il motivo per cui, secondo me, i supereroi marvel piacciono di più di quelli DC, Batman escluso ovviamente per lo stesso motivo...

Piolo ha detto...

E chi può darti torto?

Superman sceglie "i buoni" nonostante abbia la possibilità di fare quel cazzo che vuole. Si. Bravo. Ma PERCHE'?
I signori Kent sono davvero i migliori genitori del mondo? I valori che hanno passato al piccolo, erculeo Clarck lo hanno saturato fino a togliergli ogni dubbio o incertezza?

Che palle. Non ci crede nessuno... =p