giovedì 9 giugno 2011

La fisica quantistica dei rapporti.


Tempo fa mi hanno detto che per poter scrivere, per avere qualcosa da raccontare e per farlo in maniera non realistica, ma verosimile, avrei dovuto "vivere".
Vivere con la voglia di divorare quello che mi sta attorno.
Vorace di esperienze, di aneddoti, di conoscenze, di posti.
è un periodo così.
Salto da un progetto all'altro, da un pensiero a un'azione, da una serata all'altra e con dei tempi strani.
Fatto sta che adesso il tempo di raccontare non ce l'ho.
Se sono in casa lavoro e quando sono fuori, o continuo a lavorare, o mi prendo del tempo per respirare. A modo mio.
Ieri notte ragionavo sul fatto che negli ultimi mesi ho riallacciato rapporti con persone che non sentivo da anni e stretto amicizie con facce nuove.
Penserete: "Embè?"
Non lo so, per me è strano.
Principalmente per un'impressione: quella che si tratti di conoscenze con un potenziale.
Quelle che capisci che con un pò di voglia e un pò tempo, potrebbero arrivare a fare il salto.
Non so se sia solo una cosa mia o no, ma ho sempre pensato che a un certo punto si diventasse troppo grandi per stingere grandi amicizie.
Non perchè sia tardi, ma perchè il mondo che ci si porta dietro, quello che ci si costruisce col tempo, diventa troppo grande per poter essere condiviso con qualcuno che si porta sulle spalle lo stesso ingombro.
Non so se mi sono spiegata.
è una questione di tempi e di spazi. Che non c'entra con la fisica quantistica, ma che in quanto a complessità, forse ci si avvicina.
La fisica quantistica dei rapporti.
Ok, è una stronzata.
Insomma, la ele misantropa è un pò stordita dagli eventi, dispiaciuta di avere meno tempo per raccontare, un pò stanca e felice.
Infondo che ci frega della stanchezza?
Ci riposeremo da morti!

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