lunedì 13 giugno 2011

La mia moleskine.


"Triste, quella sera, lo ero.
La morte di Ugo mi restava sullo stomaco. Mi sentivo oppresso. E solo. Più che mai.
Ogni anno cancellavo dalla mia agenda gli amici che facevano discorsi razzisti. Trascuravo coloro che sognavano solo macchine nuove e vacanze al Club Med. Dimenticavo tutti quelli che giocavano al lotto. Amavo la pesca e il silenzio. Camminare sulle colline.
Bere del Cassis freddo. Del Lagavuline o dell'Oban, tardi nella notte.
Parlavo poco. Avevo le mie idee su tutto.
La vita, la morte. Il Bene, il Male. Andavo matto per il cinema. Ero appassionato di musica.
Non leggevo più romanzi contemporanei. E più di tutto, mi facevano schifo i pavidi, i mollaccioni.
Tutto ciò aveva sedotto parecchie donne.
Non ero riuscito a tenermene neppure una."

Jean Claude Izzo
Casino totale.

2 commenti:

Ken ha detto...

Questa citazione l'approvo ;P
Come va in quel triste paesino del milan-interland?
Noi varesotti non possiamo lamentarci, nubifragi a parte.

La ele ha detto...

Bellissimo libro!
Allora, nel triste paesino ci sta la Rossa, io vivo nella bellissima e grigissima Milano.
Usciamo di casa coi braccioli e parcheggiamo la barca al molo, ma stiamo tutti bene. :)

La ele