venerdì 1 luglio 2011

Decadenti dalla nascita. Che volete farci?

Mia madre era maestra d'asilo e mio padre operaio, così, avendo entrambi degli orari allucinanti, si può dire che in pratica sia stata cresciuta da mia nonna.
Lei, come la maggior parte delle nonne, è molto credente ed era legata a certi "rituali", certe abitudini, come quella di andare una volta a settimana al cimitero a trovare suo marito.
Cioè mio nonno.
Un nonno che non ho mai conosciuto, ma di cui ho sentito parlare così tanto, che è un pò come se lo avessi fatto.
Vado molto orgogliosa dei dettagli sulla mia faccia che un pò lo ricordano.
Neanche fosse merito mio.
Insomma, quando lei andava al cimitero, io l'accompagnavo sempre.
Non potevo fare altro, ero troppo piccola per stare da sola in casa.
Così capitava relativamente spesso che ci trovassimo io e lei davanti alla tomba del nonno.
Strano? Non strano? Non lo so. All'epoca ero troppo piccola per chiedermelo e adesso troppo abituata all'idea, per dare un paere oggettivo sulla questione.
Ogni tanto lei si allontanava per andare a riempire il vaso per i fiori e io rimanevo da sola ad aspettare.
Lo so che detta in questo modo suona terribilmente macabra come cosa, ma non l'ho mai vissuta così.
Non era come stare seduti sopra qualcosa di putrefatto a cinque, sei metri sotto le mie chiappe, era più come andare a trovare qualcuno di cui si è un pò curiosi.
La curiosità, per forza di cose me la sono tenuta, però quella sensazione di tranquillità che avevo in quei momenti di attesa, mi è rimasta.
E ogni volta che mi capita di finire in un cimitero che non ho mai visto, si fa viva di nuovo.
Mica l'ho mai capito il disagio degli altri.

Qualche tempo fa mi hanno chiesto perchè mi piacciono i cimiteri e mi è venuta in mente questa cosa.

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