giovedì 18 agosto 2011

Città fantasma



Fuori dalla mia finestra ci sono più di trenta gradi.
Dentro probabilmente di più.
La luce gialla dei lampioni, ho scoperto che si adatta perfettamente alle stagioni e alla temperatura.
D'inverno sembrano freddine, adesso fanno un pò l'effetto del sole nel deserto, pur rimanendo le stesse.
Gli amici più stretti sono via, compresi quelli a quattro ruote che solitamente a quest'ora tengono compagnia con suoni di clacson, musiche alte a ore improponibili e litigate improvvisate davanti ai portoni altrui.
Tornare a casa da sola in queste notti fa un effetto strano, eppure come in ogni altra stagione, Milano mantiene quella strana cosa che secondo me, solo i milanesi riescono a percepire.
è una sensazione che non ha niente di logico o facilmente spiegabile, ma il messaggio che manda è: "vai avanti che è tutto ok".

Capita che riaccompagni a casa un'amica prima di fare l'ultimo tratto di strada da sola.
Questa è una cosa che ad esempio, questa mia amica non farebbe mai e che a me invece piace di brutto.
La paura del trovarsi da sola per strada non l'ho praticamente avuta mai.
Fa un pò ridere, ma è come se con Milano ci fosse una sorta di accordo mai messo nero su bianco, mai reso ufficiale, che porta me a difenderla ogni volta che sento qualcuno parlare male di lei, e lei a farmi sentire al sicuro ogni volta che mi trovo in situazioni che dovrei trovare "potenzialmente pericolose".
è come una di quelle amicizie che non hanno mai avuto bisogno di promesse, frasi da film o gesti eclatanti, e che semplicemente funzionano perchè non potrebbero andare altrimenti.

Il suo grande problema è che non parla a voce alta, e se non hai l'orecchio allenato, se non sei abituato ad ascoltare, quella vocetta mica la senti, e allora semplicemente, ti sembra un posto come un altro.
Si, anche senza il mare.

6 commenti:

paolo raffaelli ha detto...

Uau! :)

La ele ha detto...

Grazie :)

La ele

Anonimo ha detto...

A Milano capita anche questo: che la notte del 19 agosto ti avvii al distributore sotto casa, per comprare un pacchetto (che ne basterebbe una ma vabbè), smadonni con la macchinetta che non ti prende la tessera, passa un trans, ti vede, e senza dire una parola infila la sua tessera - presa al primo colpo - la ritira e se ne va. Senza dire nulla. E tu rimani lì imbambolato, lo ringrazi, armeggi con la banconota, prendi le sigarette, e te ne vai con un sorriso. Lasciando lì sul marciapiede quella vaga sensazione di malinconia che avevi prima.

Sergio (appena tornato dalle vacanze)

La ele ha detto...

Questa è magia.
Ne ho una anche io, fresca fresca di ieri sera, ma mi sa che la conservo per un altro post.

Bentornato a casa! :)

La ele

Milk ha detto...

La magia di Milano la comprende anche un terrone d.o.c.!

La ele ha detto...

Ahah
Sei una fantastica eccezione! :)

La ele