mercoledì 21 settembre 2011

Ordine e disciplina.


Una volta ho avuto un insegnate con l'aspetto di Bud Spencer.
Giuro, ci somigliava tantissimo.
Pancia, capelli lunghetti sulla nuca, barbona, occhi a fessura e un'aria perennemente incazzata che terrorizzava a distanza noi mocciosetti.
Era un insegnante di discipline plastiche, che in sostanza è quella materia che ti dovrebbe permettere di smanacciare creta e plastilina.
In realtà con lui non abbiamo mai fatto nulla del genere.
Sosteneva che non avendo in mente il giusto concetto di prospettiva, fosse inutile maneggiare un materiale fatto di tre dimensioni.
Posizione condivisibile o meno, quello che importava era che questa sua scelta aveva attirato diverse antipatie da parte dei mei compagni, assolutamente insofferenti nei confronti delle bottiglie e dei mattoni che lui per anni ci aveva costretto a disegnare.

Diciamolo, disegnare dal vero mattoni e bottiglie, è una merda.
Ci puoi stare lì le ore, metterci il massimo impegno e vedere anche che quello che fai, piano piano migliora, ma farci rinunciare a costruire cazzi di plastilina e altre porcherie da adolesente rincoglionito, all'epoca era un affronto.
Una sfida lanciata in maniera chiarissima che nessuno avrebbe fatto cadere mai.
Come se questo non bastasse, lui pretendeva che alla fine di ogni singola lezione, noi spazzassimo a terra DOPO il suono della campanella.
Essendo in 32 teste di cazzo (si, hai letto bene, la mia classe era composta da 32 persone), e tralasciando la naturale predisposizione di tutti quanti a infilarci nella merda con una semplicità disarmante, il casino e la polemica facile erano all'ordine del giorno.
Io a dire il vero mi sono sempre fatta i cazzi miei; assenze accettabili, una sola rissa, poche note, però ero "l'amica dei disadattati" e questo bastava a farmi stare nel mirino.

Un giorno, questo insegnante scopre che mi piacciono i fumetti perchè mi trova a leggerli sulle scale vicine alla sua aula.
La cosa non contribuisce a migliorare la mia posizione, perchè per lui, uomo dalla formazione superclassica, i fumetti sono cose per bambini. O quasi.
Offesissima da queste sue convinzioni, gli porto degli albi di sketch e un mio storico raccoglitore pieno di disegni scopiazzati qua e là, per fargli vedere che i tratteggini con cui ci aveva sfrantecato l'anima, venivano usati anche li, nei fumetti.
Non è che avessi la pretesa di fargli cambiare idea, non volevo avere ragione, ma non mi andava giù l'idea che quello che mi piaceva leggere, vedere e poi anche fare, passasse per qualcosa di poco importante, o addirittura infantile.
A lui piaceva Michelangelo e a me Scott Campbell, embè?

Alla fine, scannarsi su queste cose era diventato un modo di parlare.
E funzionava!
Tanto bene da farmi fermare oltre le ore di lezione per finire quei fottuti mattoni e quelle dannatissime bottiglie con quegli odiosi tratteggini mega sfumati per avere un qualche segno di approvazione da parte sua.
Questi segni arrivavano con la stessa frequenza delle eclissi lunari, però c'erano e mi facevano sentire orgogliosissima.
Le bidelle mi scambiavano per sua figlia e lui faceva affidamento su di me per scoprire chi imbrattava i muri e chi lanciava la plastilina sul soffitto appena lui usciva dall'aula.

Sapeva benissimo che non gli avrei mai dato nessun nome, ma erano domande che faceva per restare nel personaggio, esattamente come io rimanevo nel mio quando rispondevo:
"Non lo so. Posso tornare a disegnare?".

Mi manca quel personaggio.

3 commenti:

Fabrizio Ricci ha detto...

Almeno ti sei risparmiata la puzza e la muffa che ricopriva i rilievi di argilla quando li tiravi fuori dai sacchi di plastica dopo le occupazioni... oppure il fare e rifare le teste, che qualcuno puntualmente utilizzava come pungiball (quando non le facevano saltare per aria riempiendoli di fuochi di artificio)... Già, una materia che proprio non mi manca...
Però il mio professore era un tipo particolare... Suonava la tastiera nei locali la sera, ed una volta gli consegnarono la tastiera nuova che aveva ordinato direttamente a scuola, e lui ci fece 3 ore di esibizione dal vivo :D

Anche nel mio liceo si sapeva magari poco di fumetto, ma il fatto che vi fossero passati tipi come Pazienza e Liberatore, lo rendeva un mezzo moderatamente apprezzato!

La ele ha detto...

Grandissimo il tuo insegnante!

La ele

Fabrizio Ricci ha detto...

Ce ne sono di storie assurde che possono uscire da un LAS...
quasi mi viene un po' di nostalgia... anzi no, a ripensarci era proprio un postaccio è___é